La Mafia Cinese

I cinesi fanno man bassa di licenze e di esercizi commerciali. Hanno grande disponibilità di denaro liquido in varie valute pregiate. Si registra una progressiva espansione delle attività economiche dei gruppi cinesi residenti. Così il Procuratore della Repubblica di Trieste, Dottor Nicola Maria Pace, tratteggia la situazione che si va evolvendo non solo nel Nord-Est dell’Italia, ma anche in vari paesi europei. Vi sono sospetti e indizi di operazioni di riciclaggio dei profitti del traffico di clandestini e di collegamenti con le TRIADI, la poco conosciuta, ma potente mafia cinese. La DDA di Trieste dopo pazienti e delicate indagini ha smantellato sedici organizzazioni criminali operanti nel settore dell’immigrazione clandestina, arrestando un centinaio di persone, cinesi ed europei (balcanici in particolare, tra cui i noti passeur, quelli che “guidano” i gruppi di clandestini che entrano in Italia dalla Slovenia percorrendo i sentieri montani lungo i confini, di fatto “aperti”). Tuttavia il traffico di esseri umani non si attenua e si indirizza anche su altra canali. Secondo il Procuratore Pace, è indispensabile modellare nuove e specifiche metodologie investigative a livello internazionale per contrastare il crimine organizzato di nuova generazione. Vengono commissionate dagli sfruttatori della prostituzione (dislocati nei paesi dell’Europa occidentale) centinaia di ragazze dell’est che poi vengono gestite dai gruppi criminali, strettamente collegati, in cui primeggiano gli albanesi. La nuova criminalità ha una eccezionale capacità di trasformarsi, mimetizzarsi, riciclarsi, e ricorre sempre più alle maniere forti. La violenza, precisa il Procuratore Pace, non è requisito esclusivo degli albanesi, che si distin- guono per la ferocia, ma anche dei cinesi. Questi ultimi usano la tortura per neutralizzare l’opposizione interna, per punire gli sgarri, tagliar fuori la concorrenza, asservire le prostitute e “sconsigliare” di rivolgersi al- la polizia oppure alle associazioni umanitarie di solidarietà. Inoltre, aggiunge il Procuratore Nicola Maria Pace, il traffico di clandestini si intreccia con quello dell’ECSTASY, con quello dei bambini da noleggiare o vendere ai pedofili. Vi sono anche forti sospetti di traffici di organi. Tutti i flussi di immigrati fanno tappa a Kiev, in Ukraina, si apprende da altra fonte investigativa europea. All’Est sono almeno settemila i gruppi mafiosi e criminali in piena attività. Nella ragnatela dei traffici di essere umani, aggiunge poi il dottor Pace, anche i guerriglieri curdi del PKK hanno un coinvolgimento diretto e costante nella gestione dei flussi migratori illegali con destinazione l’Europa occidentale.

TANTE LE NICCHIE CRIMINALI DA ESPLORARE

Nello scenario dell’immigrazione clandestina vi sono tante nicchie da esplorare. Quella dei sub-appalti, ad esempio, precisa il Procuratore della Repubblica di Trieste, Dottor Nicola Maria Pace. Cinesi, filippini e bengalesi sub-appaltano agli sloveni la gestione dei clandestini per quanto riguarda la tratta Slovenia-Italia. Negli ultimi tempi, tuttavia, si è verificato un fatto nuovo. I cinesi agiscono senza intermediari e questo, precisa la fonte, configura una diversa tipologia di rapporti e connessi- oni. Una organizzazione criminale, precisa il dottor Pace, assume la connotazione mafiosa quando è capace di imporre l’omertà, di condi- zionare e pilotare i comportamenti e gli orientamenti sociali, di sugge- rirne i giudizi e questo in forza del vincolo associativo che prevale su tutto. Probabilmente è quello che i cinesi stanno perseguendo e in parte avrebbero già conseguito. Secondo il Magistrato, sarebbero necessarie indagini coordinate e in loco, ma condizioni oggettive e la mancanza di una normativa unica europea impedisce una simile azione e non si vede un orizzonte vicino per una simile possibilità. Indagini coordinate inter- nazionali, con effettivo e rapido scambio di informazioni o addirittura la possibilità di accedere a una banca dati internazionale, consentirebbero di contrastare con maggiore efficacia, e tempi molto più ristretti, non solo il traffico di esseri umani, ma anche tutti i reati connessi: prostituzione, droga, pedofilia, riciclaggio. In Europa, osserva il dottor Pace, è difficilissimo raggiungere accordi anti-crimine organizzato. Ognuno vuole fare da sé. L’Olanda, ad esempio, non collabora. La Romania dal punto di vista investigativo si disinteressa completamente del fenomeno. A Bucarest e in altre città romene, vi sono addirittura delle agenzie che propongono e attuano trasferimenti clandestini in Occidente reclamizzando i prezzi. A riprova delle difficoltà di collaborazione a livello europeo, basti ricordare che una segnalazione tempestiva e particolareggiata della Procura di Trieste ai colleghi del Regno Unito circa il trasferimento di alcune centinaia di migliaia di pastiglie di Ecstasy tramite un corriere inglese e quale contropartita dell’operazione un trasferimento di cocaina dall’America all’Olanda e alla Gran Bretagna, è stata completamente ignorata.

IL PROGETTO “ PHARA”

E’ un progetto europeo per aiutare la Slovenia ad elevare il contrasto al crimine organizzato e a realizzare modelli operativi efficaci. Il compito è stato affidato all’Italia. Agli sloveni vengono inoltre forniti input legi- slativi per raggiungere gli standard europei. Tutto ciò per consentire al governo di Lubiana di raggiungere le condizioni che consentano l’ade- sione all’Unione Europea. Tra i Magistrati impegnati in questo non facile lavoro, oltre il Procuratore di Trieste, dottor Nicola Maria Pace, il procuratore aggiunto di Lecce, dottor Cataldo Motta. L’operazione si sta svolgendo mentre le varie indagini e, soprattutto il lavoro di intelligence a livello europeo, indicano che i rapporti tra le nuove mafie e quelle tradizionali si stanno intensificando. Le nuove mafie, in particolare quelle che agiscono all’est e che hanno enorme rilievo nei traffici di esseri umani, tratta delle donne da avviare alla prostituzione (usando anche stupri, torture e costanti intimidazioni), stupefacenti, produzione e spaccio di banconote contraffatte, materiali nucleari, ecc., sono sempre più aggressive.

INDISPENSABILI NUOVE MISURE DI CONTRASTO

Dopo un troppo lungo periodo di sottovalutazione del fenomeno del crimine organizzato balcanico, cinese, russo e dei paesi asiatici, anche i vertici investigativi italiani e di alcuni paesi europei si sono resi conto del pericolo legato anche, e non in forma marginale, dall’insidia legata al ritorno sul mercato economico legale dell’enorme quantità di denari di origine criminale, lavato nei paradisi fiscali. Sarebbe allo studio un progetto organizzativo proteso alla creazione di un nucleo operativo specialistico per il contrasto alla criminalità straniera. Inoltre c’è attesa per una modifica legislativa a seguito di una proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Trieste, modifica intesa ad attribuire alle DDA la competenza per i reati più gravi nel traffico di esseri umani, In pratica, si tratta di attribuire tale competenza alle strutture antimafia.

In mancanza di tali competenze si verifica: dispersione di informazioni, dispersione di collegamenti investigativi e perdita di coordinamento degli indizi (e non solo a livello nazionale, ma anche in ambito internazionale). La proposta propone la realizzazione di una normativa in sim- metria con la legislazione sulla droga. Si vorrebbe poter agire, ad esem- pio su due canali: a) consegna “controllata” di clandestini (per indivi- duare, localizzare, intercettare l’intera rete di trafficanti); b) arresto dif- ferito dei passeur. Aspetto ancora più importante della proposta: attribuire alle strutture antimafia la competenza nel favoreggiamento aggravato.

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