Il termine Ecstasy in linea generale indica tutte le pastiglie o ta- volette vendute illegalmente, indipendentemente dalla sostanza contenuta; in senso stretto si riferisce alle pastiglie che conten- gono una sostanza chimica precisa, l’MDMA. Altre denomina- zioni: XTC, X, Adam. Per droghe sintetiche si intendono tutte quelle fabbricate chimicamente; sono numerose e in costante au- mento. Se più del 50% della produzione mondiale proviene dai Paesi Bassi, altri paesi, ad esempio il Regno Unito, il Belgio, la Polonia, si profilano come futuri importanti centri di fabbrica- zione. Dato che il traffico di stupefacenti sintetici è fonte di pro- fitti altissimi, i luoghi di produzione possono variare rapidamen- te, anche sulla base di offerte occasionali che consentano qual- che ciclo produttivo di notevole quantità in una cornice di “si- curezza” ritenuta soddisfacente. Da fonti investigative si appren- de che un laboratorio clandestino che fabbrica droga sintetica non è riconoscibile al primo colpo d’occhio per un neofita. Sono necessarie informazioni di base sufficientemente complete e, per certi casi, particolareggiate.
I PROCESSI DI FABBRICAZIONE
L’Ecstasy necessita di un processo di fabbricazione in due fasi:
1) la droga è sintetizzata chimicamente in laboratorio. Questo processo richiede delle nozioni di chimica e l’impiego di apparati specifici. Al termine di questa fase la droga si presenta sotto for- ma di una polvere di grande purezza.
2) In seguito, seconda fase, dopo essere stata mescolata con differenti sostanze (zucchero, caffeina, talco…)la polvere è pressata in forma di tavolette. Le varie fasi non si svolgono necessariamente nel medesimo luogo. Non è raro il caso che la pressa sia situata in un luogo diverso e abbastanza lontano da quella del laboratorio clandestino dove si sintetizza chimicamente la droga partendo dai “precursori”, le sostanze che sono la materia prima per giungere poi, mediante il processo chimico, allo stupefacente in polvere.
I LABORATORI CLANDESTINI
Esistono due tipi di laboratori clandestini: quelli che possono produrre sino a 3-5 chili di droga sintetica ogni processo di sintesi; si tratta di laboratori a livello industriale e sono gestiti da chimici. Sono presenti soprattutto nei Paesi Bassi, ma anche altrove, come indicato dalle fonti, si stanno facendo “progressi” rapidi. Altri laboratori, la maggior parte in Europa, producono modeste quantità di droga sintetica ( da 200 a 500 grammi, con massimali di un chilogrammo) e sono gestiti da “dilettanti” che dispongono di conoscenze elementari di chimica. Sono laborato- ri privi di apparecchiature sofisticate. Sovente gli apparati sono “ fatti in casa” al punto che i laboratori di questo tipo sono defi- niti “laboratori di cucina” perché sono situati nelle cucine o nei bagni. Dalle indagini svolte è emerso che sia il mercato della produzione, sia quello della distribuzione sono in una fase di sviluppo quasi frenetico. Nuove reti di distribuzione si moltiplicano senza soluzione di continuità.
UN CONSUMO INCONTROLLABILE
Ogni fine settimana, precisano gli investigatori, nei vari paesi europei si svolgono “petites raves” in rifugi montani, in chalet, in zone boschive, in ville e residenze isolate di località di mare, ecc. Il consumo di Ecstasy è molto elevato, in percentuale superiore e di parecchio rispetto a quanto avviene nei grandi “raves”. Difficile per la polizia individuare, localizzare, scoprire i luoghi dove si svolgono i “petites raves” e ancora più difficile effettuare dei controlli, infiltrare agenti sotto varie coperture. I gruppi, viene precisato, sono formati da giovani che si frequentano da tempo. Ambienti chiusi, esclusivi, molto diffidenti. Se è presente un e- straneo, quelli del gruppo si disfano immediatamente dell’Ecstasy.
DALL’ECSTASY ALL’EROINA E ALLA COCAINA
I grossi consumatori, aggiungono gli investigatori, assumono sino a cinque/sei pastiglie ogni week-end. In generale risulta dalle indagini i consumatori di Ecstasy sono persone socialmente integrate e con un lavoro regolare. La domenica sera devono dormire al fine di potersi recare al lavoro il lunedì mattino. Ma do- po una dose massiccia di Ecstasy è impossibile prendere sonno. Allora si passa (si comincia, dicono gli investigatori) al consumo “secondario” di altre sostanze per riuscire a dormire alla fine del week-end. Dapprima si ricorre ai sonniferi, ma da quando questi non fanno più effetto, alcuni consumatori passano a stupefacenti “più duri, più forti”, cocaina o eroina.
LA DISTRIBUZIONE CONTROLLATA DALLA CRIMINALITÀ’ ORGANIZZATA
L’arrivo in Europa della “metamphetamina” e di altre droghe sintetiche create in laboratorio modificando i processi base sino ad ora sfruttati, ha prodotto, secondo quanto appreso dalle fonti investigative, il passaggio della distribuzione nelle mani della criminalità organizzata, attratta dall’enorme potenziale lucrativo di questo mercato. La produzione, il traffico, lo spaccio di Ecstasy e degli stupefacenti sintetici espongono a minori rischi rispetto a quelli connessi con eroina e cocaina. Quello delle droghe di sintesi è un mercato in fortissima espansione per tutta una serie di fattori:
1)I laboratori di produzione, in genere, sono situati in prossimità dei mercati;
2) i rischi di sequestri legati ai trasporti sono dunque ridotti;
3) i precursori (le materie prime essenziali per i processi di sintesi) sono “mondialmente” disponibili;
4)le vie di acquisizione di tali materie prime sono varie e flessibili; difficile, quindi, per gli investigatori, individuare e stabilire delle rotte;
5) la fabbricazione e la distribuzione di droghe sintetiche non necessitano obbligatoriamente di una rete;
6) il mercato è molto redditizio;
7) il prezzo di fabbricazione estremamente contenuto perché non sono richieste grandi installazioni (il laboratorio può essere allestito in spazi ristretti) e non sono indispensabili conoscenze approfondite di chimica (sono sufficienti semplici nozioni). Certe attrezzature e conoscenze sono necessarie solo nella produzione su vasta scala. Infine: il numero degli intermediari è ridotto rispetto a quello al traffico di eroina e cocaina e non si deve ricorrere a siti di coltura lontani e neppure a trasporti a lungo raggio. Secondo gli esiti delle indagini, gli investigatori sono giunti alla conclusione che l’Ecstasy e le famiglie di droghe chimiche rappresentano gli stupefacenti del futuro. Altro fattore di successo dell’Ecstasy: le differenze di pene rispetto a quelle del traffico di eroina e cocaina.
LA DEBOLEZZA DELL’APPARATO DI CONTRASTO
In Europa manca un’armonizzazione sul piano giuridico relativamente al traffico di Ecstasy e, in genere, delle droghe sintetiche. Inutile avere un’Intelligence a livello di Unione Europea, se manca una analoga organizzazione sul piano giurisdizionale. Sul piano medico, le ricerche approfondite sul rischio connesso con l’uso di droghe sintetiche hanno accertato che l’Ecstasy è responsabile di gravi lesioni cerebrali. In questa ottica alcuni Paesi (tra cui i Paesi Bassi!) hanno classificato questo stupefacente e i suoi derivati, come droga “pesante”.